Messico

  • Popolazione:9,2 Mln (2020)
  • Superficie:1485 km²
  • Altitudine:2240 m
  • Fuso orario:CT/CDT
  • IATA:MEX

Panoramica

Città del Messico — Ciudad de México in spagnolo — è la capitale del paese e una delle aree urbane più vaste dell'emisfero occidentale: circa 9,2 milioni di abitanti nel solo comune, circa 22 milioni nell'intera area metropolitana. Sorge a 2.240 metri di quota nella Valle del Messico, costruita sopra Tenochtitlán, l'antica capitale azteca, e sul letto prosciugato del lago Texcoco. È qui che si concentrano la vita politica del paese, la grande tradizione muralista messicana e una delle collezioni di antropologia più importanti al mondo, oltre all'iconico stadio Azteca, uno dei più grandi impianti calcistici del pianeta e casa del Club América e della nazionale messicana.

La colonna dell'Ángel de la Independencia si staglia sul Paseo de la Reforma, a Città del Messico.

El Ángel — la colonna dorata della vittoria nel cuore di Reforma.

© Alonso Reyes / Adobe Stock

Viaggio

Città del Messico è la capitale del Messico e il suo motore politico ed economico, con circa 9,2 milioni di abitanti nel comune e circa 22 milioni nell'intera area metropolitana: una delle conurbazioni più estese dell'intero emisfero occidentale. Sorge a 2.240 metri di quota nella Valle del Messico, chiusa a est dai vulcani innevati dell'Iztaccíhuatl e del Popocatépetl, e la città moderna è cresciuta sopra Tenochtitlán, l'antica capitale azteca, e sul letto prosciugato del lago Texcoco. Ai margini dello Zócalo, le pietre del Templo Mayor e la cattedrale coloniale si guardano a un passo di distanza, azteco e spagnolo fianco a fianco.

Centro Histórico e lo Zócalo

Patrimonio dell'umanità UNESCO dal 1987, il Centro Histórico sorge esattamente sopra il cuore della capitale azteca Tenochtitlán e conserva oltre 1.400 edifici storici in circa nove chilometri quadrati. Al centro si apre lo Zócalo, la Plaza de la Constitución, una delle piazze pubbliche più grandi al mondo: la delimitano la Catedral Metropolitana, la cattedrale più grande delle Americhe (costruita a partire dal 1573 e frutto di stili diversi sovrappostisi nei secoli), il Palacio Nacional con il grande ciclo di murales di Diego Rivera sulla storia del Messico, e gli scavi del Templo Mayor, che nel 1978 hanno riportato alla luce il centro cerimoniale azteco. Dalla piazza si diramano vie come Madero, pedonale e diretta al Palacio de Bellas Artes, Tacuba, Moneda e la Calle Donceles con le sue librerie: un reticolo che raccoglie architettura civile ed ecclesiastica dell'epoca coloniale, cortili nascosti e ingressi di musei.

Palacio de Bellas Artes e l'Alameda

Il Palacio de Bellas Artes, completato nel 1934 con un esterno Art Nouveau e interni Art Déco, è il principale teatro della città — sede del Ballet Folklórico de México e dell'orchestra nazionale — oltre che uno dei luoghi simbolo del muralismo messicano: le gallerie superiori ospitano opere di Rivera, Orozco, Siqueiros, Tamayo e O'Gorman. Subito a ovest si apre l'Alameda Central, il parco pubblico più antico delle Americhe, tracciato nel 1592, che incornicia l'edificio e prosegue fino al Museo Mural Diego Rivera, costruito apposta per ospitare l'affresco dell'artista danneggiato dal terremoto, «Sueño de una Tarde Dominical en la Alameda Central». La Torre Latinoamericana, proprio a sud di Bellas Artes, offre dal suo belvedere una vista panoramica sul centro. I murales di Rivera e degli altri protagonisti del movimento non si fermano qui: decorano anche il Palacio Nacional, la Secretaría de Educación Pública e diversi mercati cittadini.

Roma, Condesa e la scena gastronomica

Roma e Condesa, due quartieri contigui a ovest del centro, nacquero fra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento come zone residenziali di pregio e sono oggi il cuore dei caffè e dei ristoranti della città. Roma, divisa in Roma Norte e Roma Sur, conserva palazzine Art Nouveau e Art Déco, gallerie d'arte, boutique hotel e una concentrazione altissima di ristoranti di nuova cucina messicana e internazionale. Condesa, attorno al Parque España e al Parque México, con la curva Art Déco di Avenida Amsterdam disegnata sul tracciato di un vecchio ippodromo, punta di più su parchi, brunch e biciclette. Insieme, i due quartieri sono il motore della scena creativa contemporanea della città e la base pratica scelta da gran parte di chi visita Città del Messico per la prima volta.

Coyoacán, Frida Kahlo e San Ángel

Coyoacán, nella parte meridionale della città, fu un villaggio coloniale indipendente fino ai primi del Novecento e conserva ancora oggi un tessuto di ciottolato e cortili raccolto attorno alle sue due piazze, il Jardín Hidalgo e la Plaza de la Conchita. In Calle Londres si trova la Casa Azul di Frida Kahlo, la casa color cobalto dove l'artista nacque, visse con Diego Rivera e morì: è la meta culturale più visitata di tutta la metà sud della città, e i biglietti vanno prenotati online con anticipo. Poche strade più in là, la casa di Trotsky è oggi un museo dedicato al suo esilio e all'attentato che lo uccise nel 1940. Il vicino quartiere di San Ángel ospita il mercatino d'arte del sabato, il Bazar Sábado, il Museo Casa Estudio Diego Rivera y Frida Kahlo — gli studi gemelli progettati da Juan O'Gorman — e uno dei centri coloniali meglio conservati della città.

Il Bosque de Chapultepec e i musei dell'ovest

Il Bosque de Chapultepec, a ovest del centro, si estende su 686 ettari fra boschi misti, laghi, giardini formali ed edifici istituzionali: è uno dei più grandi parchi urbani dell'emisfero occidentale. È diviso in tre sezioni, e la prima — la più visitata — racchiude il Museo Nacional de Antropología, uno dei grandi musei di antropologia al mondo, con la Pietra del Sole azteca, la ricostruzione della camera maya della tomba di Pakal e le figure atlantee tolteche, oltre al Museo de Arte Moderno, al Museo Tamayo di arte contemporanea internazionale e, in cima alla collina, il Castello di Chapultepec — l'unico castello reale del Nord America ad aver ospitato un sovrano regnante. Subito a ovest, lungo la celebre Avenida Presidente Masaryk, si allineano le vetrine di lusso di Polanco, mentre il quartiere ospita anche il Museo Soumaya — la collezione di Carlos Slim nel suo caratteristico edificio curvo rivestito di piastrelle di alluminio — e il Museo Jumex di arte contemporanea, proprio di fronte.

Xochimilco, Teotihuacán e le gite fuori porta

Xochimilco, all'estremità meridionale della città, è ciò che resta della rete di canali di epoca azteca — patrimonio UNESCO dal 1987 — dove nei fine settimana le trajinera, barche piatte dai colori vivaci, vengono ancora spinte con la pertica lungo i canali secondo una tradizione ininterrotta dai tempi precolombiani. A nordest della città, Teotihuacán, la metropoli preazteca con la Piramide del Sole e la Piramide della Luna ai lati dei 2,5 chilometri del Viale dei Morti, è il sito archeologico più visitato del paese e si raggiunge in un'ora e mezza d'auto dal centro. Puebla, a due ore a sudest, Tepoztlán e Cuernavaca, a un'ora a sud attraverso le montagne, e Taxco, la città coloniale delle miniere d'argento, più a sud, sono tutte buone mete per una gita di uno o due giorni fuori città.

Informazioni pratiche: metro, aeroporto e altitudine

La metropolitana di Città del Messico — dodici linee e 195 stazioni — è una delle reti più estese e più economiche al mondo, anche se nelle ore di punta la folla si fa sentire. Il Metrobús, il sistema di autobus rapidi che percorre Insurgentes e altri grandi assi cittadini, è spesso più veloce su alcune tratte, mentre la rete di bike sharing Ecobici copre Roma, Condesa, Polanco e il centro, estendendosi anche lungo Reforma. Lo scalo principale resta l'Aeropuerto Internacional de la Ciudad de México (MEX, Benito Juárez), affiancato dal più recente Aeropuerto Internacional Felipe Ángeles (NLU), aperto nel 2022 circa 50 chilometri a nord, che gestisce una quota crescente del traffico nazionale e parte di quello internazionale. L'altitudine di 2.240 metri si fa sentire, soprattutto per chi è appena arrivato: conviene camminare con calma, bere molta acqua e andare piano con l'alcol il primo giorno o due. Lo stadio Azteca, nel quartiere meridionale di Santa Úrsula — uno dei più grandi impianti del mondo e casa del Club América e della nazionale messicana — si raggiunge dal centro con il Tren Ligero da Tasqueña, oppure in auto o con un servizio di trasporto privato lungo l'Anillo Periférico. Il fuso orario è quello centrale (CT/CDT).

Domande frequenti

È vero che Città del Messico sta sprofondando?

Sì, ed è un fenomeno impressionante. La città sorge sul letto prosciugato del lago Texcoco, e decenni di pompaggio delle falde acquifere da quell'antico fondale, ormai morbido e instabile, l'hanno fatta sprofondare: in alcune zone dell'est e del sud-est il terreno scende di svariate decine di centimetri all'anno, e nel centro storico il calo accumulato nell'ultimo secolo si misura in metri. È per questo che la Catedral Metropolitana e altri edifici antichi pendono visibilmente e certe strade ondulano. Le aree più colpite vengono monitorate e consolidate, ma lo sprofondamento lento fa ormai parte della geologia della città.

È vero che la sfilata del Día de Muertos nasce da un film di James Bond?

Sì, ed è una storia curiosa. La grande sfilata del Día de Muertos della capitale, con i suoi scheletri giganti e i carri allegorici, non esisteva prima del 2016: nacque dopo che il film di James Bond Spectre (2015) aveva messo in scena una parata immaginaria proprio nel centro della città, e alle autorità piacque a tal punto lo spettacolo che l'anno dopo ne organizzarono una vera. Oggi è uno dei momenti più spettacolari per visitare la città, fra la fine di ottobre e i primi di novembre, insieme agli altari di fiori di cempasúchil.

Perché lo stadio Azteca è così storico?

È lo stadio del Club América e della nazionale messicana, nella parte sud della città, ed è uno dei più grandi impianti calcistici del mondo. Il suo primato: è il primo stadio scelto per l'apertura di tre Mondiali maschili — 1970, 1986 e 2026 — e ha ospitato due finali iridate, nel 1970 e nel 1986; qui si è giocata anche la semifinale del 1970 fra Italia e Germania Ovest, ricordata come «la partita del secolo», e qui Maradona segnò i suoi due gol più celebri, nei quarti di finale del 1986. Un accordo di sponsorizzazione legato al restyling dell'impianto lo ha ribattezzato Estadio Banorte, mentre nei tornei FIFA si torna al nome senza sponsor, Estadio Ciudad de México.

Come gestire l'altitudine?

Il consiglio è di andarci piano il primo giorno o due. La città si trova a circa 2.240 metri di quota, abbastanza in alto perché chi arriva senta spesso il fiato corto o si stanchi in fretta. Meglio bere più acqua del solito, mantenere un ritmo lento e non esagerare con l'alcol: così l'acclimatamento arriva in fretta. L'altitudine tiene anche le sere fresche tutto l'anno, quindi conviene portare con sé un maglione o una giacca leggera.

In quali quartieri conviene alloggiare?

Chi visita la città per la prima volta sceglie di solito Roma o Condesa, quartieri alberati e percorribili a piedi a ovest del centro, pieni di caffè, ristoranti e palazzine Art Déco. Il Centro Histórico resta indispensabile per lo Zócalo e i musei; Coyoacán, a sud, offre la Casa Azul e il fascino delle sue strade acciottolate; Polanco propone ristoranti di alto livello e i musei Soumaya e Jumex. In tutti questi quartieri conviene prenotare con anticipo.

Quando conviene visitare la città — jacarande o Día de Muertos?

Sono entrambe buone ragioni per scegliere il periodo del viaggio. La stagione secca, all'incirca da novembre ad aprile, è la più affidabile, con giornate calde e sere fresche. In primavera, tra marzo e aprile, le jacarande in fiore tingono la città di lilla, mentre le celebrazioni del Día de Muertos, a cavallo dei primi giorni di novembre, con gli altari di cempasúchil e la grande sfilata nel centro, sono tra i momenti più spettacolari dell'anno. In estate i pomeriggi portano piogge brevi ma intense, mentre le mattine restano quasi sempre serene.

Serve il visto per visitare Città del Messico?

La maggior parte dei viaggiatori non ne ha bisogno. I cittadini dell'Unione Europea, oltre a quelli di Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda, Giappone e oltre 150 altri paesi, entrano in Messico senza visto per motivi turistici fino a 180 giorni, ricevendo all'arrivo la tessera turistica FMM — per la capitale, allo scalo Benito Juárez (MEX) o al più recente Felipe Ángeles (NLU). La FMM va conservata, perché viene ritirata alla partenza. Chi avrebbe altrimenti bisogno di un visto messicano ma possiede un visto o un permesso di soggiorno valido per Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Giappone o area Schengen può comunque entrare senza richiederne uno. Prima di partire, conviene sempre verificare la regola specifica per la propria nazionalità.

Missioni diplomatiche a Ciudad de México

13 missioni in questa città, raggruppate per regione.

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