Approfondimento
Paesi Baschi: una regione che si è sempre definita da sé
La rinascita di Bilbao trainata dal Guggenheim è reale e notevole. Ciò che quella storia non riesce a cogliere del tutto è la regione più ampia che le sta dietro: una cultura che ha sempre seguito una strada separata dal resto della Spagna, espressa da una lingua senza parentele conosciute, da una tradizione di poesia orale ancora oggi praticata in forma di gara e da una seconda città, San Sebastián, la cui fama gastronomica è nata da una vera rivoluzione culinaria e non da una tradizione ereditata.
Aggiornato: 2026-09-19
Una regione, un'abitudine, due risultati
Bilbao e San Sebastián distano un'ora e rispondono alla stessa abitudine regionale: un impegno totale e concentrato su un unico punto di forza, portato a un livello tale da ribaltare del tutto la percezione esterna. La versione di Bilbao è architettonica: le curve in titanio del Guggenheim e la più ampia rinascita civica di cui il museo è stato il perno, insieme alla cultura dei bar di pintxos del Casco Viejo e al suo rituale di ordinazione. La versione di San Sebastián è culinaria, ed è l'altra metà della stessa storia regionale.
San Sebastián: come è nata davvero la densità di stelle Michelin
La fama di San Sebastián come città con la più alta concentrazione di stelle Michelin pro capite al mondo non è una tradizione ereditata: risale a un preciso movimento culinario, la nueva cocina vasca (la nuova cucina basca), che una generazione di chef locali lanciò tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta applicando per la prima volta agli ingredienti e ai sapori baschi le tecniche più leggere e la disciplina di impiattamento della nouvelle cuisine francese. Quella reinvenzione deliberata, guidata da figure i cui ristoranti sono ancora oggi i punti di riferimento dell'alta cucina cittadina, è il vero meccanismo che spiega perché una piccola città detenga una quota del tutto sproporzionata delle migliori cucine del mondo.
La Concha, la celebre baia a mezzaluna della città, è la spiaggia tranquilla e adatta alle famiglie; Zurriola, dall'altra parte del centro storico, è la spiaggia del surf, con un pubblico e un'energia davvero diversi. Sono abbastanza vicine da visitarle entrambe in un giorno, un contrasto che la maggior parte di chi arriva per la prima volta non si aspetta da un'unica piccola città.
Txikiteo: il giro dei bar all'usanza locale
La scena dei pintxos di San Sebastián segue un'usanza locale precisa, il txikiteo: un rituale serale in cui ci si sposta da un bar all'altro in piccoli gruppi, con un bicchierino di vino (un txikito) e un pintxo a ogni tappa prima di passare alla successiva, ripetuto nel fitto grappolo di bar della Parte Vieja finché il gruppo non ha di fatto girato tutto il quartiere un bicchiere alla volta. È un'istituzione sociale quanto un modo di mangiare, e la gara annuale di pintxos della Parte Vieja, ogni autunno, attira una seria attenzione locale sui bar che si contendono la migliore creazione della stagione: una vera rivalità culinaria, non un evento per turisti.
Bertsolaritza e sport rurali: un'identità che va oltre la lingua
Il basco, la lingua della regione, è un vero isolato linguistico, senza parentele con lo spagnolo, il francese o qualunque altra lingua d'Europa, e con origini ancora discusse fra i linguisti: basta questo a spiegare perché l'identità culturale basca proceda in modo indipendente dal resto della Spagna invece di esserne una variante regionale. Meno conosciuta fuori dalla regione è la bertsolaritza, una tradizione di versi improvvisati riconosciuta dall'UNESCO: gli interpreti, chiamati bertsolaris, gareggiano dal vivo, ricevono un tema sul momento e devono costruire in tempo reale versi in rima e in metrica, giudicati per arguzia e abilità tecnica in sale gremite che seguono le gare con l'intensità di uno sport.
Gli sport rurali baschi portano la stessa intensità competitiva nella forma fisica: l'aizkolaritza, gare di taglio della legna in cui gli atleti fanno a gara a chi taglia prima tronchi ritti, e l'harri-jasotze, gare tradizionali di sollevamento di pietre dalla forma irregolare che possono pesare ben oltre cento chili. Entrambi derivano da veri lavori agricoli e marittimi e non da spettacoli inventati, ed entrambi si disputano ancora oggi nelle feste di paese di tutta la regione. Insieme alla lingua e alla cucina, sono queste tradizioni a dare un senso alla sicurezza della regione (scommettere il futuro di una città su un solo museo, o costruire la scena di alta cucina più fitta del mondo) come espressione di un'identità molto più antica e davvero separata.