Due casi, stessa conseguenza. Dal 15 settembre 2026 la Cina può vietare l’ingresso da uno a cinque anni allo straniero che presenta documenti falsi o rilascia dichiarazioni non veritiere, nella domanda di visto o alla frontiera, e a chi è stato sanzionato per aver ottenuto documenti con l’inganno o per ingresso o uscita illegali, in questo caso a partire dalla fine della sanzione.
Lo prevedono le disposizioni del Consiglio di Stato sull’amministrazione degli ingressi e delle uscite (decreto n. 841). Gli agenti possono inoltre fare domande e chiedere documenti o dati elettronici sullo scopo del viaggio, e chi firma una lettera d’invito falsa paga da 5.000 a 10.000 yuan di multa se privato, fino a 50.000 se azienda.
Resta invariata l’esenzione per i passaporti italiani: fino al 31 dicembre 2026 si entra senza visto per soggiorni fino a 30 giorni.