Cina
La Cina occupa circa nove milioni e mezzo di chilometri quadrati fra il deserto del Gobi e la foresta subtropicale, fra gli altopiani himalayani e megalopoli da decine di milioni di abitanti, con una popolazione dell'ordine di 1,4 miliardi di persone distribuita in modo estremamente diseguale fra un est densissimo e un ovest quasi vuoto. È una delle poche civiltà con una continuità documentata di millenni, e la conseguenza pratica per chi la guarda da fuori è che la parola «Cina» copre realtà che altrove sarebbero Paesi distinti: lingua parlata, cucina, clima, architettura e ritmo di vita cambiano da provincia a provincia in modo che nessuna sintesi regge. Al peso demografico e storico si è aggiunta in pochi decenni una trasformazione economica e urbana di scala eccezionale, che ha riscritto le città senza cancellare ciò che c'era prima — ed è proprio la convivenza fra gli strati, più che l'uno o l'altro presi da soli, a definire il Paese di oggi.
Visti e condizioni di ingresso in Cina
La Cina ha allentato in modo sostanziale il proprio regime dei visti negli ultimi anni. Chi viaggia con passaporto italiano entra oggi nella Cina continentale senza visto per turismo, affari, visite a familiari e transito, per soggiorni fino a 30 giorni: l'esenzione copre la maggior parte degli Stati dell'Unione europea e la Svizzera, ed è una misura unilaterale che viene rinnovata e ritoccata periodicamente, quindi va verificata prima di ogni partenza e non data per acquisita da un viaggio all'altro. Chi non rientra in quell'elenco può contare sull'esenzione per transito di 240 ore, dieci giorni pieni, valida in decine di scali designati per chi prosegue verso un Paese terzo. Per i soggiorni più lunghi o non turistici resta il visto ordinario, da richiedere ai Centri di servizio per le domande di visto cinese (CVASC) o alle rappresentanze diplomatiche: servono passaporto con almeno sei mesi di validità residua e pagine libere — il visto cinese occupa una pagina intera — modulo compilato, fotografia, itinerario dettagliato, prenotazioni alberghiere e prova di mezzi finanziari. I tempi di lavorazione variano per centro e per periodo, quindi la domanda va impostata con margine sulle date del viaggio invece che sul termine sentito da qualcun altro. Una volta arrivati, chi alloggia in un luogo diverso da un hotel — casa privata, ospitalità presso amici o parenti — è tenuto a registrarsi presso l'ufficio locale di Pubblica Sicurezza entro 24 ore: gli hotel provvedono automaticamente al momento del check-in, chi non dorme in hotel deve farlo da sé. Hong Kong e Macao hanno sistemi di immigrazione del tutto separati dalla Cina continentale: si entra con regole proprie, e quell'ingresso non vale come ingresso nel continente — così come passare dal continente alle due regioni conta come un nuovo ingresso.
Tipi di visto
Ingresso senza visto (nazionalità selezionate)
Chi ha passaporto italiano entra nella Cina continentale senza visto per turismo, affari e visite a familiari; l'elenco delle nazionalità ammesse copre la maggior parte dell'Unione europea e la Svizzera. La misura è unilaterale e viene rinnovata e adeguata periodicamente: verificare validità e condizioni prima di ogni partenza.
Visto turistico (visto L)
Per turismo, visite e soggiorni presso amici o familiari nella Cina continentale. Domanda al CVASC o alla rappresentanza diplomatica, con itinerario dettagliato, prenotazioni alberghiere e giustificativo economico. Serve quando l'esenzione non si applica o quando il soggiorno supera i 30 giorni.
Esenzione dal visto di transito di 240 ore
Per passeggeri in transito di nazionalità ammesse che proseguono verso un Paese terzo, valida in decine di scali designati, fra cui Pechino, Shanghai, Canton, Chengdu e Xiamen. Servono biglietto di proseguimento e permanenza nelle aree previste dallo schema. Ha sostituito le precedenti finestre più brevi e rende praticabile una tappa di più giorni, non solo uno scalo tecnico.
Visto d'affari (visto M)
Per attività commerciali: trattative, fiere — fra cui la Canton Fair di Guangzhou, la più grande fiera commerciale del mondo — visite aziendali, ispezioni e firma di contratti. È richiesta una lettera d'invito da parte di un soggetto commerciale cinese.
Visto studentesco (visto X1/X2)
X1 per gli studi di lunga durata, oltre 180 giorni, presso le università cinesi — Pechino, Tsinghua, Fudan e Zhejiang fra le più richieste. X2 per corsi brevi, studio della lingua e programmi estivi sotto i 180 giorni. Servono lettera di ammissione e modulo JW201 o JW202.
Visto di lavoro (visto Z)
Per lavoro in Cina con permesso di lavoro predisposto dal datore di lavoro. Dopo l'ingresso occorre richiedere il permesso di soggiorno all'ufficio locale di Pubblica Sicurezza entro 30 giorni.
Visto per visite familiari (S1/S2 e Q1/Q2)
Q1 e Q2 per visitare familiari cittadini cinesi o per il ricongiungimento di lunga durata. S1 e S2 per visitare stranieri che lavorano o studiano in Cina. Servono lettera d'invito e prova del legame familiare.
Guide
Un viaggio in Cina si progetta al contrario rispetto a quasi tutte le altre destinazioni: la domanda non è che cosa vedere, ma che cosa lasciare fuori. L'alta velocità ha tolto alla distanza il ruolo di vincolo — città che sulla carta stanno a una giornata di viaggio si raggiungono in poche ore — e al suo posto il vincolo è diventato il calendario delle prenotazioni, insieme alla preparazione digitale che conviene fare da casa. Chi accetta di scegliere una porzione di Paese e di prepararla bene torna con l'impressione di aver visto molto; chi prova a coprire tutto passa il viaggio in trasferimento. La ricompensa è un Paese in cui ogni provincia sembra un Paese diverso.
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Domande frequenti
Serve il visto per la Cina con passaporto italiano?
No, per un viaggio turistico ordinario. Chi ha passaporto italiano entra oggi nella Cina continentale senza visto per turismo, affari e visite a familiari, con soggiorni fino a 30 giorni. È però una misura unilaterale che viene rinnovata e ritoccata periodicamente, quindi va verificata prima di ogni partenza: il fatto che fosse valida per un viaggio precedente non la rende automaticamente valida per il prossimo. Restano soggetti a visto ottenuto in anticipo i soggiorni più lunghi e tutto ciò che non è turismo — lavoro, giornalismo, studio di lunga durata.
E se la Cina è soltanto uno scalo verso un altro Paese?
In quel caso vale anche l'esenzione per transito di 240 ore, dieci giorni pieni, valida in decine di scali designati per chi ha un biglietto di proseguimento verso un Paese terzo. Ha sostituito le vecchie finestre più brevi ed è abbastanza ampia da trasformare uno scalo in una tappa vera, non in una corsa fuori dall'aeroporto. Il soggiorno resta però limitato alle aree previste dallo schema, che non coincidono con l'intero territorio nazionale.
Entrare a Hong Kong o Macao vale come ingresso in Cina?
No. Hong Kong e Macao sono regioni amministrative speciali con sistemi d'immigrazione del tutto separati: si entra con regole proprie, fino a 90 giorni senza visto per i cittadini italiani, e quel timbro non apre la Cina continentale. Per proseguire verso il continente serve un titolo d'ingresso a sé, che sia l'esenzione vigente o un visto. Vale anche in senso inverso: passare dal continente alle due regioni conta come un nuovo ingresso.
Ci sono voli diretti dall'Italia?
Sì. Roma Fiumicino è collegata a Pechino da voli di linea diretti, e altri collegamenti verso Pechino e Shanghai si aggiungono secondo la stagione e la compagnia. Il diretto costa in genere più di un itinerario con scalo nel Golfo o in Europa centrale, ma toglie uno scalo e diverse ore complessive di viaggio: su una destinazione che porta già sei o sette ore di fuso, è un margine che si ripaga il primo giorno.
Quanti giorni servono per un primo viaggio in Cina?
Due settimane sono la misura ragionevole, e anche così si sceglie una porzione di Paese, non il Paese. Il circuito classico — Pechino con la Grande Muraglia e la Città Proibita, Xi'an con l'Esercito di Terracotta, Shanghai — si copre in una decina di giorni grazie all'alta velocità, che collega le tre città in poche ore ciascuna. Con qualche giorno in più si aggiungono Chengdu e i panda, oppure Guilin e i paesaggi carsici. La Via della Seta, lo Yunnan e il Tibet sono viaggi a sé: non si incastrano in coda a un primo itinerario.
Posso pagare con la mia carta italiana?
Da sola quasi mai, nei negozi e nei ristoranti piccoli. La vita quotidiana passa da Alipay e WeChat Pay, ma le carte Visa e Mastercard estere si collegano ormai direttamente a entrambe le app: configurarle e verificarle prima della partenza risolve praticamente ogni situazione, dal banchetto di strada al taxi. Una carta con il solo circuito di debito nazionale non basta, e conviene tenere del contante di riserva, perché i bancomat sono diffusi in città e rari nelle zone rurali. Come si incastrano pagamenti, treni e rete lo mette in fila la guida agli spostamenti.
Quale tratto della Grande Muraglia scegliere avendo un giorno solo?
Mutianyu, nella maggior parte dei casi: funivia in salita, meno folla di Badaling, paesaggio ampio e rientro a Pechino in giornata senza fatica. Badaling conviene se il tempo è incerto o se la camminata richiede attenzione, perché è il tratto più attrezzato e il più semplice da raggiungere. Jinshanling è per chi accetta di partire all'alba e camminare qualche ora, ed è quello che ripaga i fotografi. Simatai è l'unico aperto in serata; il confronto completo è in quale tratto scegliere.
Quando conviene evitare di partire?
Durante il Capodanno cinese (gennaio o febbraio, data mobile) e la Settimana d'Oro dei primi sette giorni di ottobre: in quelle finestre si mette in viaggio il Paese intero, i treni si esauriscono con settimane di anticipo, gli hotel rincarano e i siti più celebri diventano impraticabili. I periodi migliori sono la primavera, fra aprile e maggio, e l'autunno fra settembre e ottobre a Settimana d'Oro esclusa, con temperature gradevoli e aria più pulita. L'estate è calda e umida, l'inverno rigido al nord e mite nel sud subtropicale.
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